Food for flight

Food for flight
Il brindisi proibito C’era gran festa al circolo ufficiali della Naval air station di Norfolk, il 13 novembre 1926. Un rosso idrocorsa Macchi M.39 della Regia aeronautica aveva appena strappato la Coppa Schneider al Curtiss R3C-2 blu della Us Navy. Il maggiore Mario De Bernardi aveva tenuto una media di quasi 400 km/h, in testa dal primo all’ultimo giro. “Siamo ufficiali e gentiluomini” ripetevano gli americani, rivolgendo un sorriso forzato alle navi ormeggiate nella splendida Chesapeake Bay. Dentro di loro, però, masticavano amaro. Senza avere grande pratica di idrovolanti, nel 1925 l’Us Army aveva vinto la Schneider, e ora ai più esperti di volo sull’acqua era toccato in sorte di perderla contro gli italiani, che si pensava non avrebbero neppure partecipato. “Chissà come starà gongolando quel maledetto Mitchell nel vederci perdere contro i piloti di una forza aerea straniera indipendente, non diversa da quella che auspica per gli Usa”. Mentre i camerieri volteggiavano con vassoi di ostriche, giganti come i gamberi, gli edifici, gli spazi e tutto quello che era americano, tutti gli occhi erano puntati su De Bernardi. Il vincitore della Schneider teneva banco, concedendosi ora ai propri compagni di squadra, ora ai giornalisti. “Non mi chiedete come faccio quelle virate. Le faccio e basta”. Chissà se lo champagne saltò fuori allora, o se più semplicemente se ne accorsero in quel momento. Sta di fatto che nei bicchieri c’era. Gli americani, s[...]

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