L’ultima Rivoluzione Di Ferran Adrià: Comprender Para Crear

L’ultima Rivoluzione Di Ferran Adrià: Comprender Para Crear
Il primo a passarci è stato Marco Pierre White, archetipo dello star chef contemporaneo: che fare una volta scalata la vetta? Dilemma dal sapore freudiano (perché si può anche “soccombere” al successo, causa di frustrazione e sofferenza), che uno dopo l’altro sembra toccare un po’ tutti i top player. Lo chef inglese si è ritirato dalla cucina, restituendo le tre stelle; René Redzepi è alle prese con il suo nuovo ristorante. Mentre di Ferran Adrià, primo cuoco dell’era contemporanea, si vanno delineando sempre meglio le exit strategies: un’impresa intellettuale titanica, che fa apparire il ristorante più importante di sempre come l’antefatto di una rivoluzione culturale. Sarebbe riduttivo travestire lo chef catalano da Escoffier 3.0, per quanto l’ambizione alla sistematizzazione accomuni due personalità storiche fuori dal comune. Qui si va oltre, non solo per i limiti storici, quindi tecnologici e sciovinistici dello chef des rois: in ballo c’è la trasformazione della gastronomia in sapere, come realizzazione della sua essenza esplorata lungamente a tavola. Nessuno prima di Adrià aveva enucleato con pari concentrazione di pixel-idee la dimensione concettuale della cucina, nel senso della meta-cucina, ovvero di una cucina intesa come discorso sulla cucina stessa, la cosiddetta destrutturazione, e della costante interrogazione su qualsiasi elemento del piatto. Cosicché oggi la frontiera è superata verso il sapere puro: dalla cucina [...]

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