Ecco l’arma economica che ha in mano l’Europa contro la Turchia

Ecco l’arma economica che ha in mano l’Europa contro la Turchia
Il presidente della Repubblica Turca, Recep Tayyip Erdoğan, afferma di avere vinto anche se di misura, il referendum costituzionale, ma all’interno del Paese e all’estero sono pochi ad essere d’accordo con lui. All’interno, le polemiche riguardano essenzialmente la decisione della Commissione elettorale di conteggiare come valide anche le schede senza timbro ufficiale, salvo esplicite prove di frodi. Una decisione che è stata messa in atto a urne aperte nel momento in cui si è percepito che i voti per il no erano in vantaggio su quelli per il sì. Il "fronte del no" , inoltre, denuncia che almeno per la prima mezz'ora è stato impedito agli osservatori dell'opposizione di assistere allo scrutinio, come previsto dalla legge. Il Chp, il principale partito di opposizione, avanza formalmente la richiesta alla Commissione elettorale suprema. Anche il partito filo-curdo Hdp si mobilita contro il risultato del referendum: se la Commissione elettorale suprema turca non annullerà le contestate schede senza timbro, presenterà un ricorso alla Corte europea dei diritti umani. All’estero pesa e non poco la presa di posizione dell'Osce: "Non è stato all'altezza degli standard del Consiglio d'Europa. Il contesto legale è stato inadeguato allo svolgimento di un processo genuinamente democratico". Così Cezar Florin Preda, a capo della delegazione di osservatori dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. La Commissione europea "prende nota dei risultati diffusi[...]

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