Vi racconto la jihad contro l’arte occidentale

Vi racconto la jihad contro l’arte occidentale
“Ma quale Isis, volevo solo imbrattare i quadri con lo spray”. Queste sono state le prime parole dell’attentatore che si è scagliato a colpi di machete contro i soldati alle porte del Museo Louvre di Parigi. Il giovane egiziano di nome Abdullah al-Hamamy gridava “Allah Akbar” e aveva nello zaino bombolette di spray. “Sono un pacifista – ha detto, secondo il quotidiano francese Le Figaro – volevo rovinare alcune tele del museo come simbolo di protesta per i bombardamenti della coalizione in Siria”. IL LOUVRE, VITTIMA DEL TERRORISMO L’attentatore ha detto di non avere mandanti e di avere agito da solo. La scelta del Louvre era dovuta al peso che ha nell’economia parigina. Ma il museo soffre da tempo gli effetti del terrorismo islamico. Nel 2016, il numero di visitatori è sceso del 15 per cento: 7,3 milioni rispetto agli 8,6 milioni del 2015. In un comunicato ufficiale, il museo ha indicato che il 70 per centro dei visitatori sono stranieri: principalmente americani, cinesi, inglesi, spagnoli e italiani. Si è registrato un crollo nelle visite scolastiche per l’aumento delle misure anti-terrorismo: 510mila nel 2015 e 365mila nel 2016. Con queste statistiche, il Louvre potrebbe essere superato dal Museo Nazionale Cinese nella classifica dei più visitati al mondo. LA FOLLIA COLLETTIVA DI ISIS In un articolo pubblicato dal settimanale El País Semanal, lo scrittore spagnolo Martín Casariego analizza il peso dell’arte nella guerra dei ter[...]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>