Fintech, gli intermediari italiani hanno varato solo 135 mln euro di investimenti. Lo dice Banca d’Italia

Fintech, gli intermediari italiani hanno varato solo 135 mln euro di investimenti. Lo dice Banca d’Italia
Valgono soltanto 135 milioni di euro gli investimenti programmati in fintech dal campione di 283 iniziative censite, condotte da 93 intermediari finanziari selezionati da Banca d'Italia sulla base della loro rappresentatività nel sistema finanziario italiano per partecipare all'Indagine conoscitiva sull’adozione delle innovazioni tecnologiche applicate ai servizi finanziari, i cui risultati sono stati pubblicati lunedì 8 gennaio. A partecipare all'indagine sono stati i 13 maggiori gruppi bancari italiani, quattro filiazioni italiane di grandi banche europee; 53 gruppi bancari meno rilevanti e 23 intermediari non bancari (istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, sgr e imprese di investimento). A livello internazionale, riferisce Banca d'Italia, citando uno studio di Kpmg, si stima che l’investimento per lo sviluppo di progetti fintech sia stato di circa 25 miliardi di dollari nel solo 2016: il Nord America è la prima regione per ammontare degli investimenti (pari al 55% del totale), seguito dall’Asia (34%) e quindi dall’Europa (9%). In Italia gli investimenti sono ancora contenuti, in confronto ad altri paesi europei quali Regno Unito, Germania, Francia e Olanda in ragione delle modesta presenza di imprese fintech e di un modello di business bancario ancora tradizionale, scarsamente automatizzato e imperniato prevalentemente sulla rete di sportelli. I maggiori vincoli allo sviluppo di fintech, secondo le istituzioni intervistate, sono ricon[...]

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