Papa Francesco, Greg Burke e gli americani in Vaticano

Papa Francesco, Greg Burke e gli americani in Vaticano
"Nominando Greg Burke come suo nuovo portavoce, Papa Francesco mette a segno un tiro da tre. Perché ha fatto cadere l'impressione di essere antiamericano, ha mostrato che la competenza è importante e ha mostrato apertura verso i gruppi visti come conservatori. In più ha nominato una donna come vice". Il giudizio del vaticanista americano John Allen non si può non condividere. Ma la valutazione della "rivoluzione" nella Sala Stampa vaticana va inquadrata in un più generale riassetto degli equilibri vaticani, avvenuto negli ultimi nove mesi. Cade, e forse non casualmente, a pochi giorni dalla conclusione del processo sulla divulgazione di documenti riservati del Vaticano (Vatileaks2), e dopo mesi in cui - in parte come conseguenza di Vatileaks2 -  si è assistito a un significativo riassetto delle posizioni di vertice della Santa Sede, fino al nuovo Motu proprio sui "Beni temporali" che ha drasticamente ridotto i poteri del cardinale George Pell, trasformandolo da zar delle finanze a ministro senza portafoglio. Sono stati questi i mesi in cui si è registrato un significativo "ritorno degli italiani", dopo il grande gelo seguito al Vatileaks1, alla rinuncia di Benedetto XVI e alla nomina di Francesco. A partire da marzo scorso, tre su quattro posizioni apicali della Segreteria di Stato sono diventati appannaggio degli italiani: il Segretario di Stato Pietro Parolin, il Sostituto Angelo Becciu, di fresco riconfermato per cinque anni insieme al Comandante d[...]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>