Quindici anni distanti un secolo

Quindici anni distanti un secolo
Era il 2001. Non un giorno qualsiasi ma l'undici di settembre, trascorso giocando a Dungeons & Dragons con gli amici, senza sapere cosa stesse accadendo dall'altra parte del mondo fino a quando non è arrivata la voce che sì, qualcosa era avvenuto. I fatti naturalmente suonano ancora tristi e vicini, quel mondo in cui si sono svolti risulta invece lontano e fuori dal tempo. Alieno. Il motivo di questa lontananza? Comodamente adagiato in una tasca, custodito dentro una borsa o dimenticato sul sedile di un treno. Un semplice oggetto che fa da tramite per la grande rete globale di Internet: lo smartphone. Il cambiamento non è più solo il grande avvenimento, la stampa a caratteri mobili, la macchina a vapore, la fine di una guerra o lo sbarco sulla luna. Lo troviamo nella quotidianità, in piccole cose quasi sfuggenti, nell'annuncio di quel telefono costoso con la mela che sembrava solamente una bizzarria o uno sfizio per i più ricchi. Avvenimenti quasi ininfluenti che si trasformano poi in abitudini. Questa mattina pochi minuti dopo essermi alzato già sapevo del nobel a Bob Dylan, delle dichiarazioni del figlio di Dario Fo, della vittoria della Milano del basket sulla corazzata Maccabi. L'altra sera una potenziale accesa discussione su quale di due amici avesse ragione è terminata nel tempo di una ricerca su Google. Ogni volta che capita di fare ritardo a lavoro è possibile avvisare in tempo reale. Sì, anche nel 2001, ma allora chi poteva garantire che qu[...]

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