Giugno 2019

Mentre nel nostro Paese la difesa è sui giornali perché oggetto di liti senza  fine all’interno della stessa maggioranza di governo, negli Stati Uniti conquista le prime pagine per il business del comparto. Il matrimonio tra United Technologies e Raytheon è destinato a creare un colosso della difesa a stelle e strisce, per ora secondo soltanto a Lockheed Martin. Le ripercussioni sul mercato sono certe, così come alleanze e strategie destinate a una sicura rimodulazione. Un’operazione stimolata certamente dalle iniezioni di budget predisposte finora dall’amministrazione Trump e dall’attivismo del Pentagono che richiede tempi di esecuzione più rapidi per i programmi militari. I grandi player industriali si stanno così riorganizzando per raccogliere i frutti della nuova stagione politica e di un mondo sempre più competitivo. E in Italia e in Europa cosa succede? Negli anni scorsi, il principale player nazionale, Finmeccanica (ora Leonardo), ha fatto un lavoro significativo di riduzione del proprio perimetro (e del relativo debito). Oggi l’azienda presenta numeri solidi e una prospettiva di crescita con il segno positivo. Si tratta di condizioni necessarie ma forse non sufficienti nel contesto competitivo globale. Fincantieri sotto la leadership di Giuseppe Bono ha individuato la sua rotta con l’aggregazione a Naval Group. Questo percorso indica un modello. Il mercato europeo nei settori dell’aerospazio e della difesa non può essere ridotto all’egemoni[...]

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