Turchia, Libia e il fattore Trump. Come la pensa la Nato

Possibile intervento della Nato in Libia? “No, la crisi non si risolve sul campo di battaglia”. Parola di Rose Gottemoeller, vice segretario generale dell’Alleanza Atlantica, numero due di Jens Stoltenberg, che abbiamo incontrato a margine dell’evento organizzato a Roma dal Nato Defense College per festeggiare i settant’anni della Nato, con lo sguardo dritto verso le (tante) sfide del futuro. Approdata al quartier generale di Bruxelles nel 2016, la Gottemoeller è stata sottosegretario del dipartimento di Stato degli Stati Uniti per Arms control e, prima, ha guidato per gli Usa le negoziazioni che portarono alla firma dello storico trattato nucleare New Start con la Russia. Con lei abbiamo parlato della crisi libica e dei dubbi relativi al progetto di Difesa europea, partendo però del tema che rischia di incrinare l’Alleanza. Sta facendo discutere in questi giorni il raffreddamento dei rapporti tra Washington e Ankara per l’acquisto turco del sistema missilistico russo S-400. Qual è la posizione della Nato nella diatriba tra due membri storici e importanti? La Nato mette sempre in evidenza che le decisioni sugli equipaggiamenti militari sono sovrane: appartengono ai singoli Stati membri. Al tempo stesso però, sottolinea la necessità di interoperabilità tra gli assetti militari. Nessun membro dell’Alleanza opera il sistema S-400, cosa che lo rende non interoperabile con gli altri sistemi Nato. Ciò rappresenta per noi un principio molto importante.[...]

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