Mafia Capitale o Romanzo Criminale?

Mafia Capitale o Romanzo Criminale?
Quando, da ragazzo, preparavo di esami di diritto e procedura penale, il docente insisteva sempre su un punto: un bravo inquirente non deve mai accontentarsi – come prova – di una confessione, ma deve sempre cercare dei riscontri di fatto che ne attestino la veridicità. Riflettevo su questo insegnamento d’altri tempi, scorrendo le pagine che i media stanno dedicando alla resurrezione, dopo mesi di silenzio, di Mafia Capitale. Ormai manca solo che la Procura e il ROS ingaggino il commissario Montalbano per combinare una trasmissione da prima serata (come si faceva una volta con i famosi ‘’sceneggiati’’ grazie ai quali gli italiani vennero a contatto con la grande letteratura) con un’ennesima puntata de ‘’La Piovra’’ (in trasferta). A leggere gli ampi stralci delle ordinanze si ha l’impressione di imbattersi in quello che – una volta – veniva definito un teorema. Oggi, in termini più moderni, lo chiameremmo ‘’romanzo criminale’’. I documenti iniziano con un’ampia descrizione del contesto: la capitale è nelle mani di un gruppo di mafiosi che ne controlla la vita pubblica, gli appalti, gli affari. Per dimostrare la fondatezza della tesi – come in un saggio – si virgolettano, qua e là, mozziconi di frasi, stralci di conversazioni scelte – spulciando fior da fiore – in anni di intercettazioni telefoniche. Ciò che i malandrini dicono al telefono diventa di per sé la verità rivelata come se ne avessero parlato in confess[...]

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