Cosa può fare l’Italia per la difesa comune

Cosa può fare l’Italia per la difesa comune
L’Italia deve e può avere un ruolo più incisivo nelle strategie politiche e di difesa europee, deve difendere e valorizzare i valori della civiltà occidentale in un’epoca di cambiamenti e di tensioni internazionali anche se, sul piano più strettamente italiano, la mancata approvazione del Libro bianco della Difesa in questa legislatura è stata un’occasione persa. C’è stato questo e molto altro nel convegno organizzato dalla Delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato in collaborazione con lo Iai, Istituto affari internazionali, sul futuro che attende la cooperazione tra Unione europea e Alleanza atlantica, convegno da cui sono emersi gli indubbi passi avanti compiuti negli ultimi mesi e le tante criticità da affrontare. Secondo Andrea Manciulli (Pd) (nella foto), presidente della Delegazione presso l’assemblea Nato, l’Italia deve ambire a un ruolo centrale perché “deve far vivere i valori della civiltà occidentale” ed essere protagonista di questa sfida. Il rapporto tra difesa europea e Nato dunque non può essere solo un accordo basato sull’utilità perché rientra negli equilibri politici e diplomatici più generali e quindi, ha aggiunto Manciulli, “dobbiamo essere all’altezza della sfida”. Partendo dalla necessità di difendere l’interesse nazionale in un’epoca di “fortissimo bilateralismo”, il segretario generale della Farnesina, ambasciatore Elisabetta Belloni, ha sottolineato che oggi la difesa è div[...]

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