Memorial Montis: il sottocoperta non raccontato

Marta Magnano ci racconta il suo  Memorial Antonello Montis A TERRA Sono le 9.00 di domenica 2 settembre e alla Marina del Sole di Cagliari già si respira quell'aria salata di festa e di regata. Non si sa bene se sia veramente nell'aria e se i “non addetti al settore” la sentano ma di sicuro è nell'animo di chi inizia ad assaporare quell’atmosfera di cricca e di amicizie mai strette ma accomunate dal mare. Come ci si avvicina alla banchina lasciando alle spalle il vecchio Cantiere Montis e i pescatori coi polpi ancora vivi, si iniziano a vedere i passi semi frettolosi di chi già sta armeggiando con cime, boe e un po' di cambusa.   E finalmente si lascia il cemento per entrare in quel mondo galleggiante di legno. C'è aria di porto di quelle che non esistono più. É molto rustico con gente che va e viene senza documenti o avvisi. Un forse-tedesco si avvicina col tender e se lo carica sul pontile. Nessuno sa chi sia, cosa debba fare e a nessuno interessa: bermudone rosso rigido di sale, camicia aperta e capelli lunghi e biondi di sole. Deve essere sicuramente un marinaio e questo basta.   A introdurci ai pontili, due vecchi gazebo con un paiolato un po' vecchio e sbeccato. Inmezzo un vecchio cane giallo che ha l'aria di essere di casa, sdraiato, che tutti scavalcano. Due e poi quattro marinai e forse di più che a forza di saluti alle 9.30 sono già arrivati alla seconda birra. In disparte e in silenzio, un vecchio barbe[...]

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