Clos Vougeot, 50 ettari di Grand Cru e un Domaine in evidenza: Chateau de La Tour

"Sputa pure a terra tra le botti". Cracher en la soupe? Il bevitore seriale incontra le prime difficoltà sociali quando si trova a difendere o nascondere l'evidenza del tremolio alle mani nei confronti di chi non capisce il senso della sua scelta. Ma quando arrivi qui, davanti a Clos Vougeot, non sono le dita delle mani che tremano ma i polsi, anche a stomaco vuoto. Se non sei mai venuto fin qui a bere non sei un bevitore di vino. No, non sputo tra le botti signorina Labet, piuttosto mi accanisco sul mio consapevole vizio. Sputare il vino di Chateau de la Tour sarebbe come farlo in un occhio all'intera discendenza delle famiglie che hanno contribuito a creare questa enclave di cultura millenaria che si chiama Clos de Vougeot. Dai Cistercensi agli attuali proprietari. Farlo dentro le cantine del Castello? Come bestemmiare in un Monastero. Un affronto. Un Castello in Borgogna, già un fatto raro, collocato al'interno di un vasto vigneto incorniciato dai classici muretti pensati e cesellati dai Cistercensi per differenziare i terroir, questi, volendo, perfino ulteriormente differenziabili, a pochi chilometri da dove tutto iniziò, all'Abbazia di Citeaux. Una cinquantina di ettari condivisi da una cinquantina di proprietari Clos de Vougeot. Un vero campionato del pinot noir esteso a 50 squadre che si disputa ogni anno, ad ogni vendemmia. Si cominciò circa 1000 anni fa, tra donazioni, acquisizioni e scambi, finché tutto venne unificato e fortificato dai mu[...]

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