L’inflazione dei sensi

L’inflazione dei sensi
Tutti si sono accorti che la popolazione soffre perché nella grande trasformazione contemporanea è tanto accelerata da rendere difficile coltivare un senso di prospettiva stabile e confortante. Avere una prospettiva significa sapere in che cosa si può investire il proprio denaro, il proprio tempo, la propria capacità di apprendere. Dove studiare? In che cosa impegnarsi? Che cosa sperare? Sono domande alle quali sappiamo rispondere solo se abbiamo una prospettiva. E poiché questo è un problema evidente, in molti si sono messi a tentare di rispondere al bisogno di prospettiva. Con una conseguenza: c'è un'inflazione di prospettive in competizione. Il che sembra creare ancora più confusione: il pifferaio magico è stato sostituito da una pletora di pifferai. Come siamo arrivati fin qui e come si prosegue? La domanda è: che cosa è scarso oggi? Ciò che è scarso ha valore. Che cosa ha valore nel mercato contemporaneo? Non è scarsa la quantità di merci in offerta: questa scarsità era tipica del Dopoguerra, quando qualunque cosa si producesse si sarebbe venduta, perché c'era bisogno di tutto. È l'epoca industriale del miracolo economico. Non è scarso lo spazio per mandare messaggi: il digitale ha distrutto il filtro incorporato nella scarsità di spazio dei vecchi media analogici. È scarso il tempo del pubblico, questo resta analogico. Se il tempo del pubblico è scarso lo sforzo di conquistare al sua attenzione è gigantesco e cresce nel tempo. Se s[...]

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