Dipendenze digitali, educazione e libertà

Dipendenze digitali, educazione e libertà
I figli di Steve Jobs non erano autorizzati a usare l'iPad. I figli di Bill Gates avevano accesso al personal computer in tempi contingentati. Evan Williams, fondatore di Blogger, Twitter e Medium, non dà il tablet ai figli. Secondo Adam Alter, quei grandi della tecnologia ne conoscono anche i difetti. I pericoli. Le piattaforme più popolari online sono progettate in modo da attirare l'attenzione delle persone per indurle a usare quegli strumenti il più possibile. Lo smartphone è la tecnologia persuasiva per eccellenza. Ormai la gente guarda lo schermo del telefono anche 150 volte al giorno, dicono da Facebook. È una dipendenza? La definizione di dipendenza è tutta da discutere in sedi più autorevoli di questa. Ma le tecnologie persuasive sono fatte in modo da creare aspettative di piacere quando ci si accinge a usarle. Le piattaforme sociali creano aspettative: gli utenti non vedono l'ora di sapere se hanno ottenuto qualche like, se ci sono commenti o condivisioni ai loro post, se gli hashtag che hanno lanciato sono diventati popolari... La formula vincente: sono facili da usare e intercettano le motivazioni degli utenti, creando occasioni specifiche per farsi usare in continuazione. Ci sono alcuni libri da conoscere in materia: Adam Alter, Irresistibile. Come dire no alla schiavitù della tecnologia, Giunti O.S., 2017 (versione originale dello stesso anno) Nir Eyal, Hooked: How to Build Habit-Forming Products, Penguin, 2014 (traduzione italiana Edizioni LSWR[...]

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