Lume Reale: La caccia alla Lepre Di Luigi Taglienti

Lume Reale: La caccia alla Lepre Di Luigi Taglienti
Cani che corrono, oppure cani in attesa. Frenetico, il punto bruno percorre la piccola e la grande partita nel bosco, mezz’ora e poi un’ora abbondante, con qualche astuzia laterale per il depistaggio, come in una schermaglia amorosa. È un rito articolato quello della caccia alla lepre, celebrato illo tempore e sublimato in una ricetta immortale. Quella che sul volgere del XX secolo ha trovato la sua codificazione grazie ad Ali-Bab, al secolo Henri Babinski, con la sostituzione di aglio e scalogni da parte di tartufo e foie gras, l’evoluzione dello stufato in ballotine e l’ingentilimento della salsa rispetto al modello del senator Couteau, façon poivrade. Ne è risultato un concentrato di cultura aristocratica e pathos ancien régime, che dopo l’ostracismo sancito dalla nouvelle cuisine, nemica giurata di frollature e stracotture, impazza come un tormentone in questi tempi di retromania. C’è però chi non lo canticchia da ieri, per esempio Luigi Taglienti, cuoco dal classicismo innato prima che coltivato in Provenza, alla Palme d’Or di Cannes. “Vedo nell’autunno e nell’inverno la massima espressione della grande cucina, perché c’è il grande prodotto, dal tartufo bianco alla selvaggina, che è sinonimo di istintività e freschezza, di un’energia primordiale in cui si esaltano al contempo l’italianità e il classico. Alla lepre in particolare mi sono avvicinato per conto mio: ricordo che nel 2005 giravo per La Morra verso fine settembre[...]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>