A.I. una narrativa e una tecnologia

A.I. una narrativa e una tecnologia
La narrativa che parla dell'intelligenza artificiale come di una sorta di competitore dell'intelligenza umana, diventa argomento di romanzo - come nell'ultimo Dan Brown - il che va benissimo. Coltivare l'immaginazione su quello che può significare una macchina che sa pensare autonomamente è un'attività di enorme importanza. Ma le proiezioni immaginifiche non dovrebbero coprire troppo la consapevolezza diffusa della realtà dei fatti attuale. Che è un'altra. L'intelligenza artificiale sa fare una cosa alla volta e deve essere allenata in modo da insegnarle a dominare un argomento specialistico. In genere si occupa di classificare dati sparsi in modi diversi allo scopo di servire a uno specifico compito. Molto materiale che serve ai suoi ragionamenti viene direttamente dagli umani (che per esempio taggano le foto per dire all'intelligenza artificiale che cosa raffigurano), moltissimo materiale è tratto da ciò che è registrato in rete (per le traduzioni per esempio o per la classificazione dei testi destrutturati), un po' è frutto di elaborazioni autonome delle macchine (il caso della nuova versione di AlphaGo). Comunque si tratta di operazioni che stanno dentro specifici domini disciplinari. Qualcuno cerca anche di sviluppare l'intelligenza artificiale generale, come Google, ma l'obiettivo appare ancora molto molto lontano. Secondo l'Economist il tema di oggi non è la competizione tra intelligenza artificiale e intelligenza umana: la questione del momento è la g[...]

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