Il navigatore satellitare “spegne” alcune aree del cervello.

Il navigatore satellitare “spegne” alcune aree del cervello.
Il navigatore satellitare è, da qualche anno ormai, una presenza comune nelle nostre vite ed un optional molto gradito sulle automobili infatti, secondo un’indagine, è l’equipaggiamento più richiesto dalla clientela italiana per le loro autovetture. Il navigatore ha, in poco più di 10 anni, mandato in pensione le carte stradali permettendo agli automobilisti di raggiungere una qualsiasi destinazione preimpostata: indica agli utenti il percorso da seguire passo passo attraverso una voce guida e simboli semplificati per indicare in modo chiaro la svolta da prendere.  Purtroppo però non è tutto oro quello che luccica in quanto, da recenti studi, si è visto come il navigatore spenga alcune aree del nostro cervello, in particolar modo l’ippocampo, una parte del cervello situato nel lobo temporale che svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale. Usare il navigatore non ci fa sforzare di ricreare mentalmente il percorso più veloce o, in caso di bisogno, cercare percorsi alternativi. Lo dimostra uno studio pubblicato su Nature Communications. La ricerca ha coinvolto 24 volontari sottoposti a scansione cerebrale mentre erano alla guida nel quartiere di Soho, uno dei più trafficati di Londra. È stato visto che, quando i volontari hanno guidato senza l’aiuto del navigatore, l’ippocampo e la corteccia prefrontale, che regola la pianificazione ed i processi decisionali, hanno aumentato la propria attività arrivando ad [...]

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