Pepe Nero di Mirko Giannoni: la rinascita di Prato

Pepe Nero di Mirko Giannoni: la rinascita di Prato
C’è fermento a Prato, una città storicamente vissuta all’ombra di Firenze, dapprima nella sua provincia, poi con un’emancipazione che l’ha resa importante per il polo tessile e artistico, cui però non è corrisposta una eguale emancipazione sul piano gastronomico. Tranne i rari eccellenti casi di Paolo Sacchetti, con la sua pasticceria Nuovo Mondo, che ha reso la Pesca di Prato celebre in tutto il globo, e Luca Mannori per la sua alta pasticceria – imprescindibili la sua Setteveli e il Croquembouche – a livello ristorativo è mancato un perno che in questi anni di turismo enogastronomico abbia attratto Prato come meta gourmet, nonostante la ripresa culturale sia evidente nella valorizzazione del centro storico con le sue belle piazze e i numerosi eventi artistici. La buona notizia è che qualcosa in realtà si sta muovendo, in maniera silenziosa ma alacre. Merito di Mirko Giannoni, cuoco quarantenne che da 15 anni gestisce il suo ristorante Pepe Nero, a pochi passi dal centro storico. Studi alberghieri e classica gavetta di oltre un decennio al fianco di Angelo Barni, volto noto della ristorazione pratese, sono state le molle che lo hanno incoraggiato a cercare un percorso autonomo, con consapevolezza e umiltà, in una ricerca costante che non puntasse alla creatività ma alla genuinità. Un percorso che ha avuto due momenti di svolta, nel 2008, con l’acceleratore spinto sulla sperimentazione e sulla qualità delle materie prime, e [...]

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