Programma pro-verità per ecologisti dei media

Programma pro-verità per ecologisti dei media
Nel mondo della post-verità, si diffondono molte notizie false. E parallelamente perdono credibilità le notizie vere. Semplicemente entrano nel grande minestrone. Il punto è che questo rende meno rilevante il lavoro di chi cerca notizie vere e di chi promuove valori autentici. Stiamo parlando di un problema che comincia ad essere risolto solo quando la società se ne accorge. La vittoria disinformata di Brexit, il blitz bugiardo di Trump, la confusione semantica del RefeRenzi con il no come somma maggioritaria di visioni minoritarie e di punti di vista particolari, sono tutti episodi della democrazia-post-verità. Questo ha fatto in modo che la società si rendesse conto. Mark Zuckerberg di Facebook ha detto di voler prendere provvedimenti algoritmici e di volersi accodare con i factchecker esterni per ridurre la potenza di Fakebook. Twitter ci lavora. Google è più avanti. Ma la soluzione non è algoritmica: fatta una regola hakerato l’inganno. In questo contesto, chiunque faccia promozione di un’idea autentica, di un prodotto sinceramente ben fatto, di un servizio di valore, troverà i suoi messaggi immersi in un contesto pieno di boiate. La condizione emergente per l’ecologia dei media non è sostenibile. Per far passare un messaggio si devono mettere in campo risorse sempre più imponenti, persone che passano il tempo a smentire i fake online e i troll nei social, algoritmi che devono tenere sotto controllo il “sentiment”, costi della pubblicità c[...]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>