Le gabbie dorate dei media digitali e il giornalismo: una storia del futuro

Le gabbie dorate dei media digitali e il giornalismo: una storia del futuro
Il mondo digitale è diventato un argomento per i giornali generalisti nei primi anni Ottanta, quando è partito il fenomeno dei personal computer. Ma era un argomento assolutamente marginale. Almeno fino ai primi anni Novanta, in quei giornali, si faticava a ottenere spazio per qualunque articolo, persino un'intervista a Bill Gates. In America c'era qualcosa di più, non moltissimo. In Italia, Franco Carlini e pochi altri. Il genere del giornalismo interessato alla tecnologia digitale si è presto diviso tra i molti articoli per impallinati, con riviste specializzate per tirar fuori cose divertenti o utili dai personal computer, e i pochi articoli di cultura e politica della tecnologia. Nei primi anni Novanta, a tutto questo si è unito il senso di futuro imminente che internet e il web innescarono nel mondo digitale. Si è capito subito che internet nella sua versione facile da usare, con l'iper-testo, il linguaggio html e il browser, avrebbe cambiato l'informazione e molto di più. Si è formata una generazione di giornalisti orientati a comprendere la tecnologia per comprendere la società in evoluzione. Una generazione che aveva lo spirito dei pionieri che raccontava. E che coltivava un senso critico, basato sulle regole emergenti della rete. Nel Duemila, il giornalismo dell'innovazione non si trova più di fronte solo alle aziende e alle iniziative che cambiano il mondo, ma si confronta anche con le aziende e le iniziative che lo hanno già cambiato: conquistan[...]

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>