Senza glutine? In molti casi, senza senso

Senza glutine? In molti casi, senza senso
Senza glutine è stato prima di tutto un invito per centinaia di migliaia di persone. Nella giungla dell’alimentazione moltissimi si sono trovati a (e tutt’oggi si trovano) a soffrire di disturbi più o meno seri legati ad intolleranze o allergie. Per molti altri, invece, l’alimentazione è sinonimo di moda. In principio, direbbe qualcuno, è stato il biologico, poi il naturale, quindi il vegano e ora il no-glutine. E come tutte le mode anche questa ha un mercato, un mercato enorme e in ascesa negli ultimi anni, con crescita di fatturato e proseliti spinti dalle celebrities. Scelta “social” Gwyneth Paltrow, Victoria Beckham, Kim Kardashian, Lady Gaga con milioni di follower sui social, diversissime fra loro ma accomunate dal pallino del gluten-free. Non sono celiache ma non portano in tavola nulla che contenga glutine, convinte di guadagnare così in salute e restare in forma più facilmente. Un equivoco, come dimostrano i dati scientifici più recenti, che l’appeal delle celebrità contribuisce non poco ad alimentare. Dilaga così la moda gluten-free, di tendenza anche in Italia: nel nostro Paese ogni anno si spendono 320 milioni di euro per prodotti senza glutine, ma di questi solo 215 derivano dagli alimenti erogati per la terapia dei pazienti celiaci. Il 10% dei cittadini europei segue una dieta totalmente, parzialmente o occasionalmente gluten-free senza averne bisogno e sono circa 6 milioni gli italiani celiaci ‘per moda’ che sprecano ogni anno oltre 1[...]

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